Addio alle armi #classicidaleggere

17 Novembre 2013

 

addio alle armi
Sul finire dell’estate di quell’anno eravamo in una casa in un villaggio che di là del fiume e della pianura guardava le montagne. Nel letto del fiume c’erano sassi e ciottoli, asciutti e bianchi sotto il sole, e l’acqua era limpida e guizzante e azzurra nei canali. Davanti alla casa passavano truppe e scendevano lungo la strada e la polvere che sollevavano copriva le foglie degli alberi.

Addio alle armi è uno dei romanzi più romantici che io abbia mai letto. Io amo Ernest Hemingway, e questo romanzo è il mio preferito fra i suoi.

Il protagonista di ‘Addio alle armi’, Frederic Henry, è americano, ma entra nell’esercito italiano per una idea molto romantica ed idealistica che ha del combattere.

Durante un ricovero in ospedale militare, si innamora di una infermiera, Catherine.

Questo romanzo è una storia d’amore in tempo di guerra. Ed è uno dei romanzi più belli della letteratura.

Provate a leggere ad alta voce l’incipit del romanzo. Frasi scarne, essenziali. Lo stile del romanzo è.. tipicamente Hemingway, in una prosa che ci fa sbirciare nei pensieri del protagonista.

Frederic ci parla dei suoi commilitoni, delle marce, del cibo e del vino. Ci parla di Catherine, della sua divisa bianca, dei suoi capelli sul lenzuolo.

L’amore fra Frederic e Catherine è appassionato, ma segnato da un crudele destino. ‘Perché qui siamo noi, noi due soli, e laggiù tutti gli altri’.

Piano piano il suo modo di guardare alla sua situazione cambia, finchè, dopo la disfatta di Caporetto, vedrà tutta la assurda, insensata, fredda violenza della guerra.

‘Parole astratte come gloria, onore, coraggio o dedizione erano oscene accanto ai nomi concreti dei villaggi, ai numeri delle strade, ai nomi dei fiumi, Ai numeri dei reggimenti e alle date’.

Definire gloria, onore e coraggio come parole astratte e oscene, all’epoca rese il romanzo inviso al regime.

 

Nelle mie ricerche su questo romanzo infatti, ho scoperto che è stato tradotto da Fernanda Pivano prima della fine della II guerra mondiale, e per questo motivo la Pivano fu arrestata, perchè il romanzo era stato proibito dalla polizia fascista.

Un soldato che diserta è una immagine eversiva, e la scelta di parlare di un dissenso, in pieno conflitto mondiale,  è di grande peso intellettuale, soprattutto perchè lo scrittore è Ernest Hemingway.

Addio alle armi ha in se tutte le tematiche care ad Hemingway: la guerra, il valore, l’inadeguatezza dell’uomo di fronte alla grandiosità della natura.

 

ernesthemingwayErnest Hemingway cercò per tutta la vita esperienze estreme che mettessero alla prova il suo valore: la caccia, la corrida, la pesca. Era amico dei toreri, dei soldati, di Fidel Castro e della bottiglia.

I libri di Hemingway sono per me come degli album di foto in bianco e nero.

Leggere ‘I 49 racconti’ è come vivere l’Africa ed il dolore fisico che si prova amandola; leggendo ‘Fiesta’ correremo con i tori, sentiremo l’odore del sangue.

Parteciperemo alla Guerra civile spagnola in ‘Per chi suona la campana’

Lotteremo con lo squalo e ne usciremo sconfitti ne ‘Il Vecchio ed il Mare’.

Per me Hemingway è la sua opera. Ha vinto il Pulitzer e il Nobel per la letteratura, ma comunque alla fine il vecchio Ernest ne è uscito sconfitto.. In ‘Addio alle armi’ troviamo il senso di morte, l’alcool, l’Italia..

Mi immagino, leggendolo, il buon vecchio Ernest che pensa al vino italiano e nel frattempo lucida la sua carabina per il prossimo safari.. peccato però che alla fine quel fucile se lo sia puntato alla testa!

Non riesco ad immaginare quel barbuto americano ubriaco, cedere alla depressione e alla psicosi fino al suicidio, ma è proprio questa tragica fine che rende Hemingway ancora più umano e grandioso.

Non so se abbia voluto così uscire di scena con onore, o se si sia reso conto, vivendo, che davvero non possiamo opporci in nessun modo al tempo che scorre; forse quella sera avrà sentito suonare la famosa campana.

“…And therefore never send to know for whom the bell tolls. It tolls for thee”.

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(“E allora, non chiedere mai per chi suoni la campana. Essa suona per te”.)

 

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Nella mia tardo adolescenza ho seguito le orme di Hemingway a Cuba, sono stata alla ‘bodeguita del medio’. Nella foto c’è una Claudiaserpe poco più che adolescente davanti ad un albergo alla Havana.
Che tempi devono essere stati.. parlare con Hemingway sorseggiando un cuba libre o alla luce delle fiamme di un falò nella savana.
Sarebbe stato un sogno discutere di letteratura con Hemingway, ma vi assicuro  che anche leggere i suoi romanzi sul vostro divano sarà una esperienza romantica ed appassionante.

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7 Comments

  • Reply Foffy 17 Novembre 2013 at 15:17

    Bellissimo post <3

    Sarebbe stato bello vivere un'esperienza come quella del film "Midnight in Paris" *_*

    • Reply claudia 17 Novembre 2013 at 15:19

      Grazie. Purtroppo non e’ facile parlare di Ernest Hemingway in un post ma ci metto sempre la passione. Midnight in Paris ha molti punti deboli ma e’ la trasposizione di un mio sogno.. Incontrare gli scrittori che hanno cambiato la mia vita !

      • Reply Foffy 17 Novembre 2013 at 18:45

        Si, sarebbe fantastico *__*
        Accontentiamoci di poterli leggere 🙂

  • Reply dina 17 Novembre 2013 at 20:29

    Fortunatamente questi scrittori ,cosi’affascinanti anche per il coraggio di mettere a nudo le loro debolezze,ci danno la possibilita’attraverso le loro opere di venire a contatto e di riflettere su tante realta’anche lontane ma sempre vicine a noi per i sentimenti che esprimono.

    • Reply claudia 17 Novembre 2013 at 20:37

      infatti quel poco che so di corride e safari l’ho imparato da Hemingway! la sua forza sta proprio nella autentica sofferenza dei suoi personaggi

  • Reply tizy1289 21 Novembre 2013 at 19:39

    Bellissimo post, come sempre! <3
    Sai che a me Hemingway proprio non piace? Non riesco a subirne il fascino. Quest'anno mi sono cimentata in Fiesta e l'ho trovato piattissimo, sono arrivata a fine libro domandandomi perchè quel libro avesse suscitato tanto clamore tra la comunità dei lettori.
    Azzardo a dire che l'ho trovato quasi freddo, nessun personaggio mi ha catturata..
    Non ho ancora letto "addio alle armi" perchè sto ancora superando la bruciante delusione: è davvero un peccato che io non riesca a sintonizzarmi con un autore che ha fatto la storia della letteratura.. @@
    Un bacio!

    • Reply claudia 21 Novembre 2013 at 21:09

      Dagli almeno un’altra possibilità. E’ chiaro che non esiste nulla di ‘universalmente’ bello ma addio alle armi e’ così bello! Oppure prova con uno dei 49 racconti.

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