I cani e i lupi di Irene Nemirovsky #libri di ottobre

27 Ottobre 2013
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Agli occhi degli ebrei che vi abitavano, la città ucraina, culla della famiglia Sinner, era divisa in tre aree distinte, come certi quadri antichi..

 

 

 

I Cani ed i Lupi

Scrivo questa recensione di getto, ho appena terminato la appassionante lettura de I cani e i lupi di Irene Nemirovsky e ne sono rimasta incantata.

Non conoscevo questa scrittrice ucraina finchè non l’ha segnalata Tizy di Mind Fucking e mi ha incuriosito così tanto che l’ho comprato nella mia libreria preferita, Libriamoci*, quella di Christian e Stefania.

*Libriamoci è una libreria moderna ma di concezione tradizionale, e se siete come Bastian de La storia Infinita, e amate nascondervi a leggere, lì potrete farlo. Christian e Stefania amano leggere, e questo si capisce guardando i titoli sui loro scaffali. Se volete saperne di più click. credo sia davvero bello che due ragazzi di 30 aa propongano una alternativa ai megastore di libri venduti 3×2.

I Cani e i Lupi è la storia di una ragazza ebrea, Ada.

E’ una storia di angoscia, di pogrom, di fughe, di amori contrastati, di solitudine e di artisti.

Ada è una orfana, appartenente al ramo povero di una grande famiglia, i Sinner.

Ada in tutto il romanzo non fa che fuggire.

Scappa di casa, si nasconde dalla violenza, si nasconde per salvare l’amore di una vita. Si nasconde per avere il diritto di esistere.

Nessuno la capisce, è troppo diversa dagli altri bambini e poi troppo originale e schiva rispetto alle donne della sua età.

Sa di amare Harry, un suo ricco parente e lo amerà per tutta la vita.

Detto fra noi, Harry è uno smidollato insopportabile, e mi è venuta voglia di investirlo con un autobus dopo i primi tre capitoli. Ma Ada è fantastica, un personaggio indimenticabile.

Una pittrice. Una ragazza che sa badare a se stessa.

Sullo sfondo, l’antisemitismo serpeggiante dei primi del 900 che poi, a poco meno di metà del secolo scorso (è tremendamente troppo poco tempo fa), ha sterminato milioni di persone.

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Irene Nemirovsky

 

In questo romanzo domina l’angoscia.

Sapevo che non sarebbe andata a finire troppo bene fra Ada e Harry e nelle sue pagine la scrittrice ha evidentemente messo molto della precarietà dell’essere una giovane donna di origine ebraica, in quegli anni terribili.

Le persone scomparivano, l’individuo diventava un numero.

Non più una meravigliosa scrittrice, non più una madre o una moglie, un musicista o un banchiere. Nel nulla di Aushwitz ‘gli eletti e i dannati‘ della Nemirovsky sono fagocitati tutti assieme.

Ebbe due figlie, che, scampate allo sterminio grazie al coraggio dei genitori, sono anche coloro che hanno tratto in salvo l’ultima opera, incompiuta, della scrittrice, ‘Suite Francese‘.

Sta proprio nei figli la speranza della autrice.

Ed è con la speranza che Ada ci saluta, stringendo il suo bambino fra le braccia ‘Noi due. Era la prima volta che poteva usare con certezza la parola noi, ed era una parola dolcissima

Irene Nemirovky fu deportata ad Aushwitz, dove morì di tifo (anche lei, come Anna Frank e come milioni di altre persone).

Non posso parlare di Shoha senza sentirmi inadeguata a farlo. La Shoha è nei libri degli scrittori che l’hanno vissuta, nei film e nei documentari, nelle foto, nei musei dei ghetti ebraici che ho visitato in Europa e a Roma. La Shoha è nella nostra memoria.

Ed è per non dimenticare che  continuo a leggere le opere di scrittirci come la Nemirovsky. Grazie Tizy <3.

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6 Comments

  • Reply dina 27 Ottobre 2013 at 9:57

    Anch’io.dopo aver terminato il libro che sto leggendo intraprendero’la lettura di un libro acquistato nella libreria di Cristian e Stefania e cioe’ La famiglia Karnowski di I.J.Singer ,un affresco familiare che si snoda attraverso tre generazioni.e tre paesi partendo comunque dalla Polonia e precisamente da una comunita’di ebrei. Non e’mai troppo ricordare anche se “solo”con la lettura la tragedia di questo popolo che e’sempre viva perche’tocca le corde piu’ sensibili di ciascuno di noi.

    • Reply claudia 27 Ottobre 2013 at 10:47

      E’ esattamente quello che volevo dire <3 singer e’ in wishlist

  • Reply tizy1289 6 Novembre 2013 at 11:02

    Tesoro, che post meraviglioso! ç_ç
    Mi fa davvero piacere averti fatto scoprire un’autrice così brava e, se ti va, ti consiglio di leggere la biografia della Nemirovsky scritta dalla figlia, “Mirador”. Davvero commuovente, la figlia scrive in prima persona per immedesimarsi meglio nella madre e ci riesce perfettamente.
    Mi piace Irene Nemirovsky perchè riesce a riversare i suoi tormenti interiori nella scrittura, creando personaggi femminili che non si piangono addosso, ma che comunque lottano con le unghie e con i denti fino alla fine, anche nel male, come accade con Jezabel, in cui la protagonista arriva a far morire la figlia pur di non ammettere di essere invecchiata e di aver perduto la bellezza..
    Grazie per questo splendido post! <3

    • Reply claudia 6 Novembre 2013 at 11:10

      grazie a te.. davvero, vale la pena di avere un blog, anche solo per interagire, conoscere, persone come te.

  • Reply Foffy 6 Novembre 2013 at 15:04

    La tua recensione è molto sofferta, si vede che questo libro ti ha preso molto.
    Mi hai fatto emozionare ç___ç

    • Reply claudia 6 Novembre 2013 at 21:22

      grazie foffy, per me non è stato facile parlare di certi argomenti, mi prende sempre una certa emozione!

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