ciambotto

10 aprile 2007

                       IL CIAMBOTTO

 

Il concetto di ciambotto lo possiedi se sei stato studente di anatomia patologica.

 Il mitico professore nel momento in cui cominciavi a confondere

la cirrosi con la steatosi, o la tubercolosi con la polmonite ti bloccava

e ti diceva ‘dottoressa si fermi.. qui stiamo a fare il ciambotto!’

Se fissavi con gli occhi sgranati tipo cartone animato giapponese

quegli occhi da Stregatto il prof ti spiegava che in pratica stavi prendendo

 tutto quello che era avanzato nel frigorifero e lo stavi mixando

senza criterio.

Ebbene prima o poi arriva il momento ciambotto:

 quando ti assale un’ansia pazzesca perché ti vengono in mente

 in sequenza random tutte le scelte che hai fatto e quelle che dovrai fare e tutti i progetti e le persone e..

Il cuore comincia a battere più forte il respiro si accelera e davvero pensi di non farcela.

Il problema è che quando arriva il momento del ciambotto

non te ne rendi subito conto, così finchè la tua migliore amica non ti viene a salvare solitamente affoghi fra le ondate del senso di colpa..

Il punto è respirare piano e profondamente e affrontare

un problema per volta.

Io non so dove mi porteranno tutte le scelte che ho fatto finora

ma posso solo andare avanti.

Nonostante tutto, tutto quello che gli altri pensano sia meglio per me,

tutto quello che si aspettano da me. Senza minimamente chiedersi

come io mi possa sentire.

Ecco questo è il mio momento ciambotto.

E per affrontarlo ho cominciato dal punto sbagliato.. dall’esterno:

ho smesso di mangiare e ho perso sette chili (tette comprese!)

 e sono stata triste per tantissimo tempo finchè non ho capito

che purtroppo i cambiamenti devono sempre cominciare dal profondo

e ho dovuto incidere.

Quello che è venuto fuori dalla ferita è il mio ciambotto e

 onestamente passerà ancora tantissimo tempo prima

che si formi la cicatrice..

Nel frattempo mi godo i particolari:

 prendere il sole vicina a Steli, il mare con qualsiasi tempo,

un’ora di palestra per spezzare il fiato e migliorare il mio jap,

 un nuovo paio di scarpe con i tacchi, ridere fino alle cinque di mattina in macchina sotto casa di manu a parlare di tutto, le canzoni dell’IPod.

Quei momenti in cui ti fermi tre secondi e pensi ‘ Ei Aspetta.. Sono felice!’

Non sono prevedibile e a volte risulto incomprensibile persino a me stessa ma alla fine non conta ciò che gli altri si aspettano ma quello che io davvero voglio..

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5 Comments

  • Reply Silvia 10 aprile 2007 at 16:46

    purtroppo la "zona tette" è un nostro problema genetico….cos’è il jap e da qnd hai l Ipod????

  • Reply stelania 10 aprile 2007 at 20:27

    mitico momento ciambotto…lo attraversiamo tutti almeno  una volta al giorno,l’importante è avere accanto un’amica speciale con cui condividerlo!!!!

  • Reply ava 11 aprile 2007 at 17:12

    Steli per fortuna ci sei tu.. ieri manu mi ha fatto morire: ma come si fa a metterci tre ore a fare un cd? e mette sempre le stesse canzoni!!!! momento chiave: MEZZANOTTE io stesa sul letto e tu sulla sedia ormai in coma disperate mentre manu ancora cercava la sequenza perfetta di canzoni.. VI AMO

  • Reply Silvia 11 aprile 2007 at 22:04

    e poi dici che Sailor Jupiter avrà per sempre sedici anni….e tu?
    ahahahahahah ti voglio bene

  • Reply ava 11 aprile 2007 at 23:06

    Cara cousin il jap è un bel cazzotto che dai al sacco con la mano corrispondente al lato della guardia (gamba destra avanti cazzotto con la destra) mentre il diretto lo dai con gamba destra indietro cazzotto destro .. L’I Pod per ora lo frego alle mie friends, una cuffia per una tipo gita del liceo.. BACI!!!!!

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