Infinite Jest: capolavoro o delirio? La mia interpretazione di un’opera distopica

23 Novembre 2014

 

 

Cercate di vedere voi stessi nei vostri avversari. Vi porteranno a capire il Gioco. Ad accettare il fatto che il Gioco riguarda la gestione della paura

Cercate di vedere voi stessi nei vostri avversari. Vi porteranno a capire il Gioco. Ad accettare il fatto che il Gioco riguarda la gestione della paura

Ho impiegato tre mesi per leggere Infinite Jest, 10 anni e tre mesi. L’avevo acquistato, mai terminato. Poi finalmente ho deciso di impegnarmi. In questi tre mesi ho fatto solo una interruzione per un viaggio e quando sono tornata ho dovuto riprendere il filo del discorso, ma è inutile girarci attorno, infinite jest è un’opera complessa da leggere.

Non voglio menarvela su quanto sia figo poter dire di aver letto infinite jest, e non bisogna leggerlo per forza. Se non avete tempo e non volete complicarvi la vita, allora non leggetelo. Se invece vi affascinano le sfide, allora questo è il libro per voi.

la trama di infinite jest

la trama di infinite jest

Perchè leggere infinite jest è una sfida:

– avrete un folto numero di personaggi da memorizzare :

Ci sono numerose storie che si intrecciano, ma i protagonisti delle due storie principali sono Hal Incandenza, un adolescente, giocatore di tennis e Don Gately, un ex tossicodipendente che adesso lavora in un centro di recupero. Online troverete davvero di tutto, compreso un elenco dei personaggi che io stessa ho stampato per orientarmi.

– dovrete ampliare le vostre coordinate spazio tempo comprendendo cosa sono il tempo sponsorizzato e la concavità: ogni anno ‘solare’ viene sponsorizzato e prende il nome di un prodotto commerciale (la maggior parte del romanzo si colloca nell’anno del pannolone per adulti depend); la concavità è la terra di nessuno, dove va a finire tutta la spazzatura dell’onan, ovvero della lega Stati uniti+ Canada + Messico.

– dovrete leggere le note come se fossero parte integrante del libro e per questo sarebbero utili due segnalibri.

– alla fine sarà fondamentale quello che percepirete del romanzo, non quello che avrete letto.

 

Ho nelle bozze questo post da tre settimane. Perchè nonostante io abbia finito di leggerlo, Infinite Jets mi è rimasto dentro e ho la sensazione di non aver ancora davvero compreso tutto quello che si nasconde tra una riga e l’altra. Ho letto molti articoli di critica letteraria. Ci sono blog, siti, forum, dedicati a questo romanzo. Ho trovato un gruppo di lettura (lo scratchmade) proprio grazie a questo romanzo!

Il punto è: se non fosse davvero un capolavoro, tanta gente ci perderebbe (letteralmente) la testa?

Ecco, Infinite jest  è quel genere di capolavoro che mi ha fatto sentire troppo lenta, antica, forse troppo normalmente Terrestre per comprenderlo. Perchè Infinite Jest è davvero di un altro pianeta!

Dovendo necessariamente decidere di cosa parlare in questo post, costretta a trovare un focus nel caos, ho deciso di parlarvi dei personaggi del romanzo, quelli principali, quelli che mi hanno colpito al cuore.

 

 Prendiamo la famiglia Incandenza: Hal fa parte di un nucleo familiare alquanto singolare. I suoi fratelli, Orin e Mario, sono due personaggi indimenticabili, e suo padre, James Incandenza è senz’altro il deus ex machina del romanzo. La Mami è una donna fredda, controllante, maniacale.

Il padre di Hal (‘lui in persona’), era il regista della Yorick Production (yorick, nome di shakesperiana memoria) e si suicida mettendo la testa nel forno a microonde; fra le sue opere (cartucce), una in particolare (Infinite jest appunto) non può essere vista, perchè provoca dipendenza. La compulsione a vedere la pellicola impedisce agli spettatori di fare qualsiasi altra cosa nella vita, cadendo in uno stato confusionale irreversibile.

Attorno a questa ‘cartuccia’ ruota la maggior parte del romanzo, poichè è introvabile ed è ricercata sia dal governo che dalla frangia separatista quebechiana degli ‘assassini sulle sedie a rotelle’. E forse potrebbe essere l’unica salvezza per Hal. Se all’inizio Hal riesce a parlare ma non prova emozione alcuna, progressivamente diventa incapace di comunicare le emozioni che finalmente si agitano in lui .

James è morto, ma in qualche maniera (come spettro, vedi sempre Amleto) è sempre presente ed influenza gli avvenimenti, perchè vuole aiutare Hal.

Posso affermare che è un romanzo che parla di dipendenze ma crea dipendenza in chi lo legge!

Le due tematiche principali del romanzo sono la dipendenza (da qualsiasi tipo di droga e dal piacere artificiale in generale) e la diversità.

I personaggi sono tutti dei ‘diversi’ e hanno tutti un grande dolore dentro: violenza durante l’infanzia, solitudine, sindrome da abbandono. Il ‘male di vivere’. Vuoti da colmare in qualsiasi modo. Ed uno dei modi possibili è la droga.

 ‘Sono così bella che sono deforme’:

Madame Psycosis, ovvero Joelle, è la musa ispiratrice dei film del padre di Hal e fa da collegamento fra diversi personaggi: era la musa ispiratrice di ‘lui in persona’, era la ragazza di Orin, vive presso il centro di recupero per tossico dipendenti dove lavora Don Gately.

Don è il mio personaggio preferito: una infanzia difficile, una adolescenza da delinquente e drogato. Da adulto decide di dedicare la sua vita ad aiutare i tossicodipendenti della comunità. La sua generosità è vasta come la sua mole. Il vuoto che deve colmare è gigantesco e la storia di amore (inespresso) fra lui e Joelle è davvero delicata e dolcissima.

Di questo romanzo senti la delicatezza. Ma anche la crudezza.

esiste una cosa come la cruda, incontaminata, immotivata gentilezza. [..] il modo per migliorare e stare meglio passa attraverso il dolore. Non intorno al dolore o nonostante il dolore. [..] tutti sono identici nella segreta tacita convinzione di essere, in fondo, diversi dagli altri. Che questo non è necessariamente perverso.”

David Foster Wallace

David Foster Wallace

David Foster Wallace si è suicidato nel 2008. Credo che fosse davvero troppo geniale per questo mondo. Troppo sensibile, troppo nerd. Ci sono immagini, in questo romanzo, che ti lasciano davvero stupita, stordita. Analisi matematica, farmacologia, psichiatria. Bartezzaghi ha scritto che quello di wallace è un ‘realismo isterico’.

Wallace ci fa immaginare come potrebbe essere vivere in mondo dove ci sono persone che indossano ‘una tuta che li fa somigliare a uno che strappa in due un elenco del telefono in un circo‘.

http://contandthedis.blogspot.it/

http://contandthedis.blogspot.it/

In cui un bambino mangia una muffa e sviluppa un problema di incomunicabilità.

In cui ‘la più bella ragazza di tutti i tempi’ fa parte di un gruppo di sostegno per persone ‘deformi’.

Forse infinite jest è il mondo verso il quale stiamo andando, a causa del consumismo, l’inquinamento e la solitudine. Un mondo simile al nostro, per quanto distopico, vista la difficoltà che proviamo quando vorremmo esprimere le nostre emozioni. Anche se da piccoli non abbiamo mangiato la muffa!

Probabilmente dovrò rileggerlo, per capirlo davvero.  Per ora mi gusto la sensazione di aver scoperto un nuovo mondo o meglio la porta per accedere ad infiniti altri universi.

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8 Comments

  • Reply dina 23 Novembre 2014 at 16:47

    Non so se leggero’Infinite jest ma intanto ho letto tre volte il tuo post ,la prima tutto d’un fiato,la seconda cercando di addentrarmi nella descrizione dei personaggi,nello svolgimento della storia e nella tua recensione.La terza lettura l’ho fatta dopo aver letto un altro post dedicato a questo romanzo ,la biografia di David Foster Wallace e altri articoli.Tutto cio’per dire che dopo solo mezz’ora dedicata a questo libro mi sento piu’ricca.Grazie Claudia! <3

    • Reply claudiaserpe 23 Novembre 2014 at 16:49

      Grazie a te.. Speravo di non scrivere un post banale.. Ma confrontarsi con erti romanzi fa sentire davvero inadeguate!

  • Reply Ally 24 Novembre 2014 at 18:06

    Questo post ti cattura ed immagino il libro come un vortice di non-sense dai significati celati, tutti da scoprire. Molto curiosa di leggerlo, spero di trovare il link per scaricarlo gratis sul mio e-book. Tanta tristezza per il suicidio dell’autore: il male di vivere fa troppe vittime.

    • Reply claudiaserpe 2 Dicembre 2014 at 19:53

      grazie ally questo tuo commento è prezioso!

  • Reply tizy1289 10 Dicembre 2014 at 15:50

    Non ho mai letto Infinite Jest e, lo confesso, prima del tuo post non ne avevo mai nemmeno sentito parlare. Mi ha incuriosita parecchio la tua recensione, ma rimanderò la lettura a tempi più tranquilli: una tesi letteraria non concilia certo la lettura, in questo periodo mi sembra di avere troppe nozioni nella testa e la sensazione che non ci entri più nulla. @@

    • Reply claudiaserpe 12 Dicembre 2014 at 17:41

      saggia decisione, per leggerlo bisogna davvero avere tempo e pazienza!

  • Reply imaginarymiki 20 Luglio 2015 at 11:36

    Commento prima questo e poi torno “di là”. Mi era sfuggito questo post e l’altro mi ha incuriosita tantissimo.
    Amo le sfide, per me la lettura è sempre stata una sfida. “Sei piccola per leggere quello” ed ho letto Il Mondo di Sofia a circa nove o dieci anni. Forse meno.
    “Sei TROPPO piccola per quello” ed io di nascosto divoravo Volevo i pantaloni (e forse sì, ero davvero troppo piccola per quello) e Bagheria.
    Mio padre sapeva che non mi avrebbe fermata, anzi, e non mi ha mai proibito nulla e per questo lo ringrazio.
    Ma sto divagando. Come sempre.
    Adesso non credo possa essere il suo momento. Ma entra di diritto nella lista dei libri da leggere.

    • Reply claudiaserpe 20 Luglio 2015 at 13:39

      Mi riconosco anche stavolta nel tuo sentire. Considera che a 13 anni ho letto Moravia. I miei restarono interdetti ma per fortuna la censura alla mia sete inesauribile di letture non fu applicata. E devo a questo il mio spirito critico. Baci e .. Buona lettura!

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