Kitchen Banana Yoshimoto an italian girl in Tokyo 東京

22 Settembre 2013
kitchen

Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina. Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano. Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire

Kitchen: un libro che amo alla follia.. uno di quei libri che mi fanno battere il cuore solo a guardarne la copertina, con le pagine ingiallite perchè sta nella libreria da sempre; uno di quei libri di cui mi ricordo la prima volta in cui l’ho letto e perchè l’ho riletto e riletto.

La copertina è quella classica della universale economica feltrinelli, quando la Feltrinelli non era LaFeltrinelli libri e musica, ma aveva l’insegna verde menta e la scritta rossa, in via Roberto da Bari.

Un regalo della mia adorata cugina, mentore del cuore, la prima volta l’ho finito in poche ore. La storia di una ragazza, Mikage, che vive con sua nonna e ama cucinare. La sua vita tranquilla cambia totalmente quando la nonnina muore. Chi ha o ha avuto una nonna, sa che sofferenza sia il distacco da qualcuno che ci ama così tanto e così incodizionatamente.

Mikage non ha più una famiglia finchè il caso non gliene regala una nuova: quella di un suo amico che vive solo con sua madre. Una madre che in realtà prima era suo padre.

Se adesso siete curiosi, leggetelo e perdetevi in un microcosmo in cui ‘la famiglia è dove c’è amore puro’ al di là delle convenzioni, della biologia e delle tradizioni.

All’epoca io non sapevo chi fosse Banana Yoshimoto. Questo romanzo racchiude la sua poetica. Nei suoi romanzi i piccoli particolari, i paesaggi, la loro luce, una stanza, sono protagonisti della pagina scritta.

Una goccia d’acqua, un cane o una ragazzina che sta seduta sotto una pianta di aloe o con la schiena contro un frigorifero, hanno la stessa importanza, sono dei simboli.

La cucina è un luogo topico, dove si racchiude tutta l’energia positiva necessaria per vivere. Un porto sicuro dove rifugiarsi.

Anche per me è così: amo la cucina, i suoi odori, gli attrezzi lucidi. Se cucino per te vuol dire che ti voglio bene.

japan

Giappone 2010

Yoshimoto Banana e Murakami Haruki sono, per la generazione dei Giapponesi degli anni 80, ‘i fiori del Giappone’.

Lo so perchè me l’ha detto la mia Amica Giapponese Mai.

Mai è anche l’autrice della foto che fa da sfondo al mio blog dove ha scritto il mio nome e quello del mio fidanzato in kanji.

Mai ha conosciuto mia nonna, che le ha mostrato le foto dei nostri antenati.

La nostra è una bella storia:

ci siamo conosciute quando lei era a Londra per un master.

Mi ha organizzato il mio primo viaggio in Giappone. E’ venuta a trovarmi in Italia e spero di tornare presto a Tokyo. Mai mi ha spiegato tanto della sua cultura. E’ una giovane, modernamai donna Giapponese, che racchiude la bellezza della tradizione e la modernità della suo Paese di origine.

Ho letto tutti i romanzi della Yoshimoto e poi di Murakami Haruki. Leggo blog si persone che amano il Giappone come Cose incredibili in Giappone e

Giappone mon amour.

So che amare il Giappone non è come essere Giapponesi.

Ma alla base di tutti i miei viaggi e delle mie esperienze all’estero, c’è sempre il rispetto per le culture diverse dalla nostra. Viaggiando, il concetto di straniero non ha senso. Certo, in alcuni luoghi ci si sente un pò ‘Lost in translation’ e si fa fatica a stare in alcune città più che in altre. Ma se c’è un posto, nel Mondo, che io ami più della mia cucina, bene quello è il Giappone.

Tornerò spesso a parlare di Giappone, perchè in questo blog parlo di me 😉

 

 

 

 

 

 

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8 Comments

  • Reply Mai 22 Settembre 2013 at 11:51

    I’m so glad you wrote about me!! Kitchen is one of my favourite, too. Come back here, will welcome you from the bottom of my heart, anytime!!

    • Reply claudia 22 Settembre 2013 at 12:12

      Mai <3 you’re precious. thank you for your kindness and support. lil friend of mine *_____*

  • Reply dina 22 Settembre 2013 at 19:43

    Ho letto alcuni anni fa Kitchen e ho subito sentito molto vicina questa scrittrice tanto delicata e sensibile. Amo anch’io la cucina sia come luogo creativo in senso reale sia per il suo significato simbolico per estrinsecare affetto attraverso la preparazione del cibo. Penso che dopo questa recensione i lettori del blog che non lo avessero ancora fatto si avvicineranno a Banana Yoshimoto!

    • Reply claudia 22 Settembre 2013 at 20:42

      se vuoi te ne presto un altro 😉 grazie per questo bellissimo commento <3

  • Reply MikiInThePinkLand 23 Settembre 2013 at 8:27

    Amo il Giappone praticamente da sempre, andarci è uno dei miei sogni più grandi e spero vivamente di poterlo fare un giorno.
    Ho letto Kitchen tanti, ma tanti anni fa e da lì è esploso il mio amore per la Yoshimoto e per tutto ciò che scrive. Murakami è arrivato dopo, poco dopo, assieme a Mishima e Setouchi e tanti altri, i cui libri arricchiscono la mia libreria.
    Leggere questo bellissimo post mi ha fatto venire una gran voglia di riprendere in mano, per l’ennesima volta, questo bellissimo romanzo. Grazie.

  • Reply claudia 23 Settembre 2013 at 18:13

    Miki grazie a te per avermelo raccontato!! abbiamo fatto lo stesso percorso, la Yoshimoto è una apripista per avvicinarsi alla loro affascinante cultura. spero davvero che tu possa andare in Giappone, è meraviglioso.

  • Reply Foffy 30 Ottobre 2013 at 17:39

    Questo libro mi è stato regalato un anno fa da una mia cara amica e mi ha molto emozionato.
    Il Giappone è il mio viaggio dei sogni, lo desidero da anni e penso che quando finalmente ci andrò impazzirò dalla gioia!
    Motivo per cui non posso che adorare il tuo sfondo <3

    • Reply claudia 31 Ottobre 2013 at 13:31

      spero davvero che tu possa andarci, è un viaggio che ha cambiato la mia vita

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