Libri letti a maggio e giugno: un viaggio fra Stati Uniti, Europa e Giappone con McCann, Dumas e Murakami

29 Giugno 2014

Finalmente riprendo la rubrica dedicata alle mie letture. A maggio e giugno ho letto dei bellissimi romanzi, molto diversi fra loro.

Sono infatti ambientati addirittura in tre continenti diversi.

let the great world spin (Lascia che il mondo giri in vortici infiniti) Tennyson

let the great world spin (Lascia che il mondo giri in vortici infiniti) Shiller

Colum McCann questo bacio vada al mondo intero

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Quelli che lo videro ammutolirono. [..]. Un silenzio intento ad ascoltarsi, solenne e bellissimo. Alcuni in un primo momento pensarono a un’illusione ottica, a un effetto atmosferico o a un calare dell’ombra.

Cominciamo dagli Stati Uniti. Siamo a New York, una mattina come le altre. Ma tutti i passanti sono con il naso all’insu a guardare un puntino nel cielo. Un acrobata ha teso una corda fra le torri gemelle (siamo negli anni 70) e sta camminando sul filo con in mano un bilanciere. Comincia con questa immagine leggiadra e magica, un romanzo di ampio respiro. Il cammino dell’acrobata sul filo è il filo conduttore fra i racconti che hanno per protagonisti unomini e donne comuni. Delle madri che hanno perso i propri figli in Vietnam, un religioso che dedica la propria vita ad aiutare un gruppo di prostitute, un giudice, delle bambine rimaste orfane. In una America sconvolta da un conflitto che stermina i suoi figli più giovani, la risposta ad uno Stato freddo e distante è la solidarietà umana. Che unisce i primi e gli ultimi. Come diceva John Lennon, proprio in quegli anni, ‘l’amore è la risposta’.

E’ stato entusiasmante scoprire, grazie a questo romanzo (che mi è stato consigliato da Christian e Stefania della libreria Libriamoci), che un funambolo ha davvero camminato su un filo teso fra le twin towers. E’ avvenuto nel 1974.

La sua è una danza ipnotica, della quale abbiamo bisogno: se il funambolo non cadrà allora andrà tutto bene. Anche noi ci rialzeremo.

 ‘Let the great world spin’ è il titolo originale, ma soprattutto è un verso dell’inno alla gioia di Shiller.

Gioia di stare al mondo, nonostante tutto.

 

 

 

Alexandre Dumas La regina Margot

Vedere la Corte senza vedere Margherita è non vedere né la Francia, né la Corte

Vedere la Corte senza vedere Margherita è non vedere né la Francia, né la Corte

 

Passiamo in Europa, precisamente in Francia. Come ormai sapete sto nel trip dei romanzi di cappa e spada e dopo la trilogia dei tre moschettieri (clicca qui), facciamo un salto indietro alla corte di re Carlo, figlio di Caterina de medici. Siamo nel 1572 e c’è una lotta fra cattolici ed ugonotti per il trono. Dumas ricostruisce la efferata strage di san Bartolomeo (23 agosto 1572) con una perizia ed un realismo tali, che spesso ho dovuto smettere di leggere per sopportare la violenza delle azioni compiute dai protagonisti. Come sempre Dumas ci regala dei ritratti storici veritieri, aggiungendo degli intrecci passionali.

La regina Margot, la sorella di re Carlo, è una figura moderna, capace di avere delle relazioni extra coniugali e di portare avanti il proprio matrimonio combinato come se fosse un contratto di affari.

In questo romanzo, in nome del potere, la vita umana sembra non avere valore e la morte sul patibolo dei giovani amanti di Margot e della sua migliore amica, è forse l’unico evento che sembra scuoterle dalla loro esistenza di privilegi in cui tutto viene dato per scontato. La figura di re Carlo è tremenda e muove alla fine a commozione, visto che sarà condannato a morire avvelenato dal proprio fratello, privato dell’amore di sua madre, la terribile Caterina.

 

 

 Infine il mio amato Giappone

Murakami Haruki L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio

Dal luglio del suo secondo anno d'università al gennaio successivo Tsukuru Tazaki visse pensando soprattutto alla sua morte

Dal luglio del suo secondo anno d’università al gennaio successivo Tsukuru Tazaki visse pensando soprattutto alla sua morte

 

Dopo IQ84, trilogia fantastica e avvincente di Murakami,  un romanzo  che parla di una solitudine. L’adolescenza è un’epoca della vita che può regalare gioia o tormento. Il povero Tazaki (incolore per un gioco di kanji, se siete appassionate come me di giapponese vi divertirà molto) è arrivato alla età adulta senza comprendere perchè i suoi amici del liceo un giorno abbiano deciso di escluderlo.

Incapace da quel momento di allacciare delle relazioni profonde con gli altri, finalmente si decide ad andare a fondo per riparare una ferita che non si è più rimarginata. Con il ritmo jazz e metropolitano del Murakami dei romanzi come ‘Norwegian wood‘, ‘After dark‘o ‘A sud del confine, a ovest del sole‘, questo romanzo è un viaggio nella memoria di un gruppo di ragazzi giapponesi.

Il protagonista oltre il lavoro sembra non avere una vita, fino all’incontro con una donna diversa dalle altre. Nella sua alienazione ho rivisto la solitudine dei salary men giapponesi che si incontrano nei bar di Tokyo a tarda sera.

La trama è bella, forse in alcune pagine è un po’ piatto, ma complessivamente gradevolissimo, soprattutto se amate la città di Tokyo.

Avete letto qualcuno di questi romanzi?

 

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5 Comments

  • Reply dina 29 Giugno 2014 at 19:39

    Non ho letto nessuno di questi tre libri,dalla tua recensione quello che mi intriga di piu’e'”Questo bacio vada al mondo intero”.Spero prima o poi di leggerlo!

    • Reply claudia 29 Giugno 2014 at 19:42

      se vuoi te lo presto!

  • Reply dina 29 Giugno 2014 at 23:25

    Si,grazie! <3

  • Reply Bridget Jones 3 Luglio 2014 at 18:12

    Mi segno il primo da andare a cercare la prossima volta che vado in Libreria, sarà un ottimo filo conduttore di quello che sto leggendo ora (Niente e così sia della Fallaci, sempre sul Vietnam)

    • Reply claudia 11 Luglio 2014 at 22:13

      Interessante, io sono in una fase in cui la storia mi interessa moltissimo

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