Molto forte incredibilmente vicino, Mirador, Il gioco di Ripper

6 Febbraio 2014
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Da piccolo passavo spesso il fine settimana a casa di mia nonna. Quando arrivavo, il venerdì sera, lei mi sollevava stringendomi in uno dei suoi abbracci soffocanti. E quando me ne andavo, la domenica pomeriggio, mi alzava di nuovo per aria. Solo molti anni dopo ho capito che mi stava pesando.

 

E’ un periodo in cui sto leggendo tanto. Oggi vi parlo di tre romanzi molto diversi tra loro.

Molto forte incredibilmente vicino è un romanzo che, per dirla come il Giovane Holden, ti lascia davvero senza fiato.

L’autore, JS FRoer, ha scritto anche ‘Ogni cosa è illuminata

che mi aveva conquistato per l’ironia della narrazione e per la trama avvincente.

Il protagonista di ‘Molto forte incredibilmente vicino’ è Oskar Shell, un bambino di 9 anni che ha perso suo padre l’undici settembre 2001.

Oskar è uno di quei personaggi-bambini indimenticabili. E’ un inventore, pensa tutto il tempo a oggetti che potrebbero rendere la nostra vita facile e meravigliosa, come le camicie di becchime, i tunnel che colleghino ogni casa ad un ospedale, macchine lunghe quanto il corso della nostra vita, paracadute portatili.

Soffre di attacchi di panico; il suo migliore amico si chiama Dentifricio. Ha un cane. Scrive lettere a Stephen Hawking. Sua nonna, che vive con un misterioso ‘inquilino’, durante la recita scolastica applaude così forte per lui da farlo arrossire.

Oskar ha un segreto. Suo padre ha telefonato quel giorno, mentre era sul tetto di una delle twin towers e lui non l’ha mai rivelato a nessuno.

Oskar pensa a suo padre che cammina con il giornale sotto braccio o si allaccia le scarpe o gli racconta la storia del 6^ distretto che si è staccato da Manhattan, lasciando in ricordo ai newyorkesi solo Central Park. Lo cerca per la città, nei ricordi di coloro che potrebbero averlo conosciuto; lo cerca nella sua bara vuota, nelle foto delle persone che cadono dai grattacieli.

JS Foer crea dei personaggi unici che accompagnano Oskar nel suo viaggio.

Tante solitudini, vite che si intrecciano, storie di amore e di guerra.

Non c’è una pagina o foto di questo bellissimo romanzo che non mi abbia davvero preso allo stomaco. E se Oskar riuscisse ad inventare la macchina del tempo potremmo tornare indietro, a quella mattina e ‘saremmo tutti salvi’.. Bellissimo.

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Ho sempre trovato violento l’odore dei tigli, che invece è delicato nei libri e dà alla testa nella dolcezza delle sere di tarda estate.

Mirador, Irene Nemirovksy mia madre

Elisabeth Gille è una delle figlie che Irene Nemirovky e suo marito sottrassero al genocidio prima di essere catturati e deportati.

La meraviglia di questo romanzo sta nella capacità della Gille di scrivere una biografia come se fosse una autobiografia, immedesimandosi a tal punto nella meravigliosa Irene, da farla rivivere in queste struggenti pagine.

Se avete amato il vino della solitudine, troverete tanto della protagonista in Irene bambina e poi ragazza. Irene tradita dalla madre e poi da Parigi e dalla società, che chiusero gli occhi e voltarono le spalle, mentre la gente veniva risucchiata nel vuoto del lager.

Il 27 gennaio è stato il giorno della memoria. Questo romanzo e tutta l’opera della Nemirovky sono romanzi per non dimenticare.

 

 

 

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Mia madre è ancora viva, ma sarà uccisa Venerdì Santo a mezzanotte” lo avvertì Amanda Martín e l’ispettore capo la prese sul serio, visto che aveva dato prova di saperne più di lui e di tutti gli agenti della Sezione Omicidi

‘Il gioco di Ripper’ è l’ultimo romanzo di Isabel Allende, famosissima scrittrice cilena, che ho amato molto da ragazza (avrò letto La casa degli spiriti almeno tre volte) ma che mi ha perso per strada quando ha cominciato a scrivere di saghe del west

Mi ha riconquistato con questo thriller, che conferma il suo saper raccontare. La piccola Amanda, figlia di una guaritrice olistica e di un detective, aiuta suo padre a interrompere la sequenza di omicidi seriali che sta affliggendo San Francisco. La aiuteranno i giocatori di Ripper, un gioco di ruolo (da Feltrinelli vendevano le carte di questo gioco, non escluderei una saga in arrivo).

I personaggi della Allende sono sempre ricchi di sfaccettature, e gli intrecci narrativi sono gustosi e romantici.

A proposito, se non conoscete questa scrittrice leggete la casa degli spiriti, è davvero, davvero un romanzo incredibile.

Prendendo come riferimento l’inarrivabile Gabo Marquez, lei è la scrittrice che a mio parere più gli si è avvicinata, con i suoi personaggi romantici e coraggiosi, che continuano ad essere presenti anche in spirito appunto e quelle storie di amore infelici.

Il personaggio di Rosa, la sorella con i capelli verdi, rimarrà sempre nella mia memoria, così come Clara, la chiaroveggente.

Bene ho finito per parlarvi di 4 libri al posto di tre e farò meglio a fermarmi, potrei parlare di libri per ore!

Conoscete questi romanzi?

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13 Comments

  • Reply MikiInThePinkLand 6 Febbraio 2014 at 8:11

    Solo il secondo mancava nella mia wishlist e adesso l’ho inserito. Amo la Allende e “La casa degli spiriti” è uno dei miei romanzi preferiti, assieme a “Paula”. Quest’ultimo romanzo mi ha subito incuriosita perché mi sembra davvero un taglio netto con la produzione precedente e per questo mi incuriosisce moltissimo.

    • Reply claudia 6 Febbraio 2014 at 9:31

      Infatti è bello vedere che una scrittrice affermata si reinventi. la trovo come sempre un esempio di gioia di vivere!

  • Reply eirene06 6 Febbraio 2014 at 10:47

    Io invece sono rimasta sempre fedele alla Allende e non mi hai mai deluso, anche quando sulla carta il libro sembrava poco interessante, leggendolo mi sono sempre ritrovata invischiata nel vortice della storia che solo lei è in grado di creare… recupererò appena possibile anche questo!

    • Reply claudia 7 Febbraio 2014 at 21:07

      La Allende è una scrittrice bravissima, sono io che non mi sono lasciata coinvolgere in alcune delle sue saghe. ma darei un braccio per saper scrivere come lei. alcuni dei suoi romanzi sono stati davvero protagonisti di alcuni periodi della mia vita di lettrice

  • Reply Foffy 6 Febbraio 2014 at 12:37

    Molto forte incredibilmente vicino è qualcosa di struggente, ma al tempo stesso meraviglioso. L’eleganza e la semplicità si mescolano, e tu divieni parte di questa utopia con un filo di speranza. Bellissimo davvero ç__ç

    • Reply claudia 7 Febbraio 2014 at 21:05

      me lo sentivo che fosse nelle tue corde.. mi piace il tuo commento.. diventare parte di una utopia. è vero, fino alla fine ho sperato che suo padre si salvasse.. chissà come <3

  • Reply dina 6 Febbraio 2014 at 18:17

    Se parlassi di libri per ore non potresti che farci piacere! <3 I primi due libri senz'altro nella mia "whishlist",di Isabelle Allende non leggo libri da un bel po',questa potrebbe essere l'occasione per riavvicinarmi alle sue opere.

    • Reply claudia 7 Febbraio 2014 at 21:03

      ne vale la pena! mi è piaciuto

  • Reply dina 6 Febbraio 2014 at 18:22

    Uffa’,mi e’scappata una acca in piu’alla parola wishlist! Ciao,ciao!!

  • Reply shoppingandreviews 8 Febbraio 2014 at 13:01

    dai sempre ottimi spunti per le letture! <3

    • Reply claudia 8 Febbraio 2014 at 15:03

      grazie Dani mi fai contenta <3

  • Reply tizy1289 8 Febbraio 2014 at 14:42

    *o*
    Non avevo mai sentito parlare di “Molto forte incredibilmente vicino”, andrò a cercarlo in libreria: mi hai incuriosita parecchio.
    Per quel che concerne l’Allende, c’è stato un periodo, alle superiori, in cui ero una fan sfegatata di quest’autrice. L’ho scoperta con “la casa degli Spiriti” – a sua volta scoperto con l’omonimo film – e me ne sono immediatamente innamorata. Poi la passione, così come è sbocciata, è sparita. Mi hai fatto venire voglia di leggere di nuovo un suo libro.
    Ah, Mirador. Quando ho finito gli esami della sessione estiva, lo scorso anno, mamma mi ha regalato un ordine da IBS, e tra i libri scelti c’era lui. Mi è piaciuto immensamente, soprattutto perchè Elisabeth riesce a dipingere la madre in modo obiettivo, come se non avesse vissuto con lei, quasi. Dev’essere stato pesante, per Elisabeth, come donna e come autrice, doversi misurare con una figura forte e ingombrante come sua madre.

    • Reply claudia 8 Febbraio 2014 at 15:08

      la tua riflessione è molto interessante. effettivamente avere una madre che è una grandissima artista, che è stata perseguitata ed uccisa e soprattutto che nella sua opera ha trattato temi come l’emancipazione femminile, il sesso e i contrasti familiari.. insomma deve essere un carico emotivo grandissimo. per questo la gille è stata davvero grandiosa. non è venuta meno alle aspettative. sulla allende ci siamo capite al volo XD

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