La scopa del sistema, di David Foster Wallace

19 Luglio 2015

Lo sapevo che questo momento sarebbe arrivato. Ad un certo punto ho cercato di rallentare il mio ritmo, ma è stato inutile. In poco meno di un mese, ho finito di leggere ‘la Scopa del Sistema’ di David Foster Wallace.

Molte ragazze davvero belle hanno dei piedi davvero brutti, e Mindy Metalman non fa eccezione, pensa Lenore, all'improvviso.

Molte ragazze davvero belle hanno dei piedi davvero brutti, e Mindy Metalman non fa eccezione, pensa Lenore, all’improvviso.

Adesso come farò? Sento l’impulso di telefonare a Wallace, dovunque si trovi in questo momento, per chiedergli di scrivere il seguito!! Quando voglio chiamare uno scrittore al telefono vuol dire che me ne sono innamorata (parafrasando il giovane Holden).

La protagonista del romanzo, Lenore Beadsman, è uno dei personaggi che entra a far parte della mia personalissima lista degli indimenticabili (un giorno ve la farò leggere), con le sue converse nere, i vestiti bianchi e la sua incapacità di far passare il mondo attraverso la sua membrana.

 

Ambientato negli anni ’90 in una città a metà fra una metropoli e Cartoonia, La scopa del sistema è il primo romanzo di David Foster Wallace. Sarebbe bastata solo questa opera per consacrarlo. Per fortuna DFW non si è fermato qui, altrimenti non avrei potuto leggere Infinite Jest e la mia vita sarebbe stata diversa.

E’ stato meglio leggere prima Infinite Jest, per una serie di motivi. Quando ho aperto la Scopa del sistema, avevo già una matita in mano e dei post it per segnare i passaggi salienti, gli alberi genealogici e le citazioni geniali. Infinite Jest insomma, è servito per apprendere ‘il codice wallace’.

Anche qui abbiamo una famiglia numerosa composta da un padre molto traffichino (Stonecipher), che fa il manager di una industria di alimenti per l’infanzia, una mamma ed un fratello più grande affetti da problemi psichiatrici Il fratello minore (detto anticristo), non ha una gamba. Infine abbiamo le due sorelle, Clarice e Lenore appunto, che prende il nome dalla sua bisNonna.

Il tema della famiglia è proprio di DFW: ma è una entità che ti spersonalizza, al punto che se ‘succede qualcosa di brutto alla famiglia, allora le persone della famiglia non sono più persone affatto’.

La bisNonna è il deus ex machina del romanzo ed è proprio la sua sparizione misteriosa dalla casa di cura dove vive, a mettere in moto la macchina narrativa. Lenore nipote infatti vuole  a tutti i costi ritrovarla e si imbarca in una avventura metafisica, fra il deserto incommensurabile dell’Ohio (DIO), che circonda la città e la propria interiorità.

 

Mettiamo che Nonna mi abbia detto in maniera parecchio convincente che tutto ciò che davvero esiste della mia vita è limitato a quello che se ne può raccontare. […] Be’, credo che non sia esattamente che la vita va raccontata anziché vissuta; è piuttosto che la vita è il suo racconto, e che in me non c’è niente che non sia o raccontato o raccontabile. Ma se è davvero così, allora che differenza c’è, perché vivere?

 

La bisnonna Lenore è una ‘wittgensteniana’: ho così scoperto che wittgenstein è il filosofo che ha scritto che ‘le proposizioni sono immagini del mondo’ e che ‘una cosa è la sua funzione’. ‘qual è la parte fondamentale di una scopa?’ chiede la nonna per insegnare il concetto del ‘significato come uso’. Wallace ne deduce che se una persona è inutile per la società (vedi il paziente di un ospedale o un anziano in una casa di riposo), allora non esiste come persona.

david foster wallace

david foster wallace

Anche questo romanzo si muove su più piani di lettura e oltre ad avere alla base il contrasto fra individuo-persona e il resto del mondo (famiglia, gruppo, società), possiede anche una esilarante dimensione surreale. Come un cartone animato malinconico dai personaggi indimenticabili.

Oltre alla famiglia di Lenore, tra le pagine incontriamo Rick Vigorous, il capo di Lenore, che è innamorato di Lei ma non riesce a penetrarla (in tutti i sensi); Candy, una roommate abbastanza porno; Vlad, un pappagallo molto parlante; l’aitante Andy wang dang batacchio (!!) che forse riuscirà a superare la membrana della protagonista; l’incredibile mr Bombardini ( che intende ‘svilupparsi all’infinito e raggiungere dimensioni incommensurabili’) e che corteggia Lenore con scatole di cioccolatini mezze mangiate; uno psicanalista, il dr Jay, che segue Lenore per la sua ‘ansia igienista’ e lavora in uno studio dotato di sedie che impediscono ai pazienti di saltare addosso al terapeuta.

Questi personaggi meravigliosi, si muovono tra uffici e case in cui la luce è come crema che cola sulle pareti e ti può ingoiare, frequentano locali e università che sono a loro volta dei microuniversi del divertimento artificiale e che propongono, in nuce, la problematica delle dipendenze da droga e tv.

Mi sono ritrovata deliziosamente persa nel ‘realismo isterico di Wallace’ (cit. Bartezzaghi) e ho sofferto con Lenore quando si è sentita forzata a farsi penetrare dal mondo esterno: la scena in cui tutti le chiedono di parlare e lei chiude gli occhi e non risponde, mi ha ricordato Hal Incandenza disteso sul pavimento della sua camera e mi ha fatto commuovere: davvero tutti gli esseri più sensibili sono costretti ad adattarsi agli altri, alle loro bugie, mistificazioni, travestimenti, per essere accettati.

Lenore è quindi l’alter ego di DFW, ma anche un po’ di tutti coloro che nella vita si sono trovati di fronte ad un bivio: venire a patti con il proprio modo di essere, per essere amati, penetrati, omologati, oppure dissociarsi totalmente.

DFW ha fatto una scelta alternativa, purtroppo per lui e per la storia della letteratura, ma spero che dovunque si trovi adesso, abbia un campo da tennis, un po’ di intrattenimento e una camera piena di libri da leggere.

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4 Comments

  • Reply imaginarymiki 20 Luglio 2015 at 11:40

    E torno “di qua”. Mi hai incuriosita tantissimo con questo libro e con DFW.
    A me è capitato molto spesso, una volta chiuso il romanzo, di voler stalkerare l’autore e, in generale, mi domando per parecchio tempo le sorti dei personaggi. Di tutti i personaggi.
    Entra in lista anche lui. Grazie.

    • Reply claudiaserpe 20 Luglio 2015 at 13:39

      E’ un romanzo fantastico spero davvero che ti piaccia!!

  • Reply tizy1289 21 Luglio 2015 at 19:29

    Ovviamente me lo segno, tesoro! Io ho quasi finito la biografia di Irene Nemirovsky, non vedo l’ora di recensirla!

    • Reply claudiaserpe 29 Luglio 2015 at 9:25

      ti piacerà moltissimo! spero di leggere presto la tua recensione

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