#classicidaleggere: la signora Dalloway

23 Marzo 2014
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La signora Dalloway disse che i fiori li avrebbe comprati lei.
Lucy ne aveva fin che voleva, di lavoro. C’era da levare le porte dai cardini; e per questo dovevano venire gli uomini di Rumpelmayer. “E che mattinata!” pensava Clarissa Dalloway “fresca, pare fatta apposta per dei bimbi su una spiaggia.” Che voglia matta di saltare! Così si era sentita a Bourton: quando, col lieve cigolar di cardini che ancora le pareva di udire, aveva spalancato le porte-finestre e s’era tuffata nell’aria aperta.

La signora Dalloway è un romanzo meraviglioso. L’ho letto varie volte, durante la mia adolescenza e poi da adulta, ogni volta mi svela qualche nuova sfaccettatura di Mrs Dalloway, che non avevo colto prima.

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Virginia Woolf

 

 

Per leggere Virginia Woolf bisogna possedere una chiave di lettura. Ora, non pretendo di spiegare in un post sul blog lo stream of consciousness e il senso dilatato del tempo nelle opere di Mrs Woolf, ci sono libri di letteratura fatti apposta. Vorrei solo spiegarvi perchè amo tanto Virginia e la sua Mrs Dalloway.

Clarissa Dalloway sta preparando una festa.

Virginia ci porta per mano fra le piccole faccende della aristocratica Clarissa, i fiori da acquistare, le persone che incontra durante le sue passeggiate; ci accompagna fra i pensieri di Clarissa.

La sua mente, come la nostra, vaga da un pensiero all’altro. Ed ecco che Clarissa incrocia sulla sua strada Septimus, un invalido di guerra (adesso diremmo che ha la sindrome da stress post traumatico).

La festa riporta a galla vecchi ricordi. Un uomo Peter, un tempo rifiutato perchè anticonformista per lei, così snob. Una amica tanto amata. La giovinezza ormai passata.

Le ore (the Hours), nella narrazione si dilatano a piacimento. Nello stesso istante possono accadere contemporaneamente più avvenimenti.  Septimus, l’alter ego di Mrs Dalloway, si suicida. Essi sembrano sporgersi dalla stessa finestra, ma Mrs Dalloway, l’alter ego della Woolf, sceglie la vita. Peter forse prova ancora qualcosa per Clarissa. Clarissa ha mai amato suo marito? I sentimenti restano spesso inespressi, nella vita come nella finzione narrativa. Per quanto Clarissa/Virginia ami le piccole faccende di ogni giorno, prova a volte la sensazione che le persone vengano ‘inghiottite dalle tenebre mentre lei resta in piedi in abito da sera’. Eppure, in certi istanti, sente di provare una perfetta felicità.

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Bloomsbury Group

 

Virginia Woolf aveva un marito che la amava, era una delle più brillanti intellettuali del circolo di Bloomsbury; eppure, dopo aver scritto tanti romanzi e racconti meravigliosi, si tolse la vita. La depressione, il male di vivere, spesso sono ‘the dark side’ della sensibilità. A volte, vivere tutto troppo intensamente può diventare una sofferenza intollerabile.

Non c’è modo di amare Virginia Woolf se non leggendola.

E forse non c’è modo di amare la vita se non vivendola.

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8 Comments

  • Reply dina 23 Marzo 2014 at 10:08

    Bella e terribile questa recensione!Non ho letto questo libro ma prima o poi mi propongo di farlo.

  • Reply Bridget Jones L'eleganza del riccio blog 23 Marzo 2014 at 18:54

    Virginia Woolf mi manca ancora, non sono mai entrata nello stato d’animo giusto per leggerla: ho ancora Una stanza tutta per se in attesa 🙁 Mi piace molto questa sottosezione dedicata ai libri 🙂

    • Reply claudia 23 Marzo 2014 at 21:20

      Grazie sono parte della mia vita! La woolf e’ intensa e malinconica. Di solito cosa ti piace leggere?

      • Reply Bridget Jones L'eleganza del riccio blog 23 Marzo 2014 at 22:00

        Ultimamente sono in piena fissa con i gialli (Alicia Jimenez Bartlett e Camilleri) e con i libri di De Crescenzo ma cerco di portarmi avanti con i classici…e poi sto cercando di finire di leggere tutte le opere della Fallaci (al di là della deriva politica che ha preso negli ultimi anni della sua vita, non c’è un suo libro che non abbia adorato/ mi abbia ispirato) 🙂

        • Reply claudia 24 Marzo 2014 at 18:13

          la Fallaci è un personaggio complesso, sicuramnete non la sento vicina ma era una professionista. Camilleri lo amo!

  • Reply imaginarymiki 24 Marzo 2014 at 10:45

    Che post meraviglioso! Non è facile parlare dei lavori della Woolf e tu lo hai fatto egregiamente. Mi hai fatto venire i brividi. E voglia di rileggere il romanzo.

    • Reply claudia 24 Marzo 2014 at 11:27

      grazie! onestamente per me è stato difficle farlo, temevo di diventare troppo cupa o di annoiare. per me lei è imprescindibile, non avrebbe senso parlare di classici senza citarla! ti abbraccio

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