Simone de Beauvoir #classicidaleggere ‘Memorie di una ragazza per bene’

20 Ottobre 2013

Simone de Beauvoir è la mia musa ispiratrice.

‘Memorie di una ragazza per bene’, è, insieme ad altri 4 meravigliosi romanzi, parte della affascinante autobiografia di Simone de Beauvoire.

Una donna, una scrittrice, un filosofo fra i più significativi di tutti i tempi.

Se non conoscete la sua storia, potete fare due cose, leggere la sua autobiografia in 5 volumi:  ‘Memorie di una Ragazza perbene’,  ‘L’età forte’,  ‘La forza delle cose’, ‘A conti fatti’,  ‘Una morte dolcissima’,  ‘La cerimonia degli addii’ (è una lettura affascinante ve lo consiglio vivamente) oppure continuare a leggere questo post, per farvi almeno una idea, visto che non è possibile ignorare che una ragazza così meravigliosa sia esistita:  Simone.

 

Simone de Beauvoir

Sono nata il 9 gennaio 1908, alle quattro del mattino, in una stanza dai mobili laccati in bianco che dava sul boulevard Raspail. Nelle foto di famiglia fatte l’estate successiva si vedono alcune giovani signore con lunghe gonne e cappelli impennacchiati di piume di struzzo, e dei signori in panama, che sorridono a un neonato: sono io

La donna meravigliosa in questo ritratto, è Simone. Coetanea della mia bisnonna, tanto per farci una idea, nasce a Parigi in una famiglia borghese. Se cominciate a leggere della sua vita, non riuscirete a staccare gli occhi dal romanzo.

Immagino, quando la leggo, una bambina educata ad essere una ‘signorina perbene’, precoce, intelligente più della media, curiosa della vita in tutti i suoi aspetti, ribelle chiaramente, insofferente ai confini limitati della sua dimora e in senso lato, della società in cui vive.

Simone vive tutto visceralmente: la scuola, le amicizie, sono tutte esperienze che lasciano su di lei segni indelebili. Simone non si lascia vivere, è passionalmente coinvolta e consapevole della meravigliosa opportunità di crescere e maturare. Come se fosse nata senza pelle. Come la capisco.. ho provato a volte quella frustrazione che deriva dalla consapevolezza che gli altri non possano ‘sentire’ quello che noi proviamo.

 

libri

Il fatto è che sono una scrittrice: una donna scrittrice non è una donna di casa che scrive, ma qualcuno la cui intera esistenza è condizionata dallo scrivere. È una vita che ne vale un’altra: che ha i suoi motivi, il suo ordine, i suoi fini che si possono giudicare stravaganti solo se di essa non si capisce niente. (la forza delle cose)

Quello che più mi sconvolge di Simone è la sua meravigliosa mente. Non solo è una scrittrice (categoria già di per se benemerita), ma è laureata in filosofia (non so se rendo l’idea), in una facoltà, la Sorbona, che all’epoca vide fra i suoi laureati nientemeno che Jean Paul Sartre (scusate). In un mondo di uomini lei diventa una docente, e passa le sue giornate a scrivere di filosofia, fino a diventare l’esponente, a mio parere, più importante del movimento femminista, oltre a ricevere premi per le sue opere letterarie.

Che sia chiaro, Simone non andava in giro bruciando reggiseni (per carità, attività utilissima anch’essa). Simone, con il suo stesso esempio, ha cominciato per prima e contro tutti a parlare di parità fra i sessi. Una donna può lavorare, pensare, parlare, agire e godere delle stesse opportunità di un uomo. Simone viaggia, va in Unione Sovietica e in Cina, cercando di analizzare la società e la condizione femminile anche in società diverse da quella europea.

sartre

Io ero intelligente, ma lui era un genio, Sartre rispondeva esattamente ai desideri dei miei quindici anni: era il doppio in cui ritrovavo, portate all’incandescenza, tutte le mie manie. Con lui avrei potuto dividere tutto

Il suo compagno di vita è J P Sartre. La loro non è una relazione esclusiva, ma è inevitabile che stiano assieme per tutta la vita. Un legame indissolubile in una folla di amanti ambisesso.

Nel romanzo ‘La cerimonia degli addii’, Simone parla del lento, ineluttabile distacco da Sartre, nei suoi ultimi mesi di vita.

foto

la mia copia anni 80

A proposito di questo romanzo, è stata un’impresa trovarlo, fra il 2007 e il 2008, perchè Einaudi per un certo periodo non l’ha più stampato.

L’ho cercato ovunque, comprese bancarelle dell’usato a Roma, fino ad approdare, disperata, su un sito bellissimo ‘Maremagnum‘, dove qualche persona meravigliosa cerca per voi romanzi introvabili ovunque.

Dopo molti mesi dalla mia richiesta di aiuto, mi arrivò una mail in cui mi comunicavano che avevano trovato una copia usata, in non so quale antiquario.

 

Per me quel libro ha un valore grandissimo dunque, oltre ad essere francamente commovente leggere come, due persone, possano essere davvero intimamente legate fino alla morte.

La sua morte ci separa. La mia morte non ci riunirà. È così; è già bello che le nostre vite abbiano potuto essere in sintonia così a lungo‘ (la cerimonia degli addii)

In ‘Una morte dolcissima’ analizza invece il rapporto con la madre; ora, lo so che penserete che sono una esaltata che si identifica troppo con i personaggi della storia della letteratura, ma leggendo quest’ultimo romanzo ho ritrovato quello speciale rapporto che si crea fra una adolescente ribelle e sua madre (altamente conflittuale), che poi si rivela un legame fortissimo durante la maturità. Per me è stata la stessa cosa con mia madre.

Quello che è speciale in Simone, è proprio il suo essere così umana, femminile, appassionata, pur nel rigore della sua filosofia e delle sue ricerche sociologiche.

Il bello degli esseri femminili è proprio questa estrema versatilità: siamo in grado di leggere tutto lo spettro della luce (per me è così), come se la realtà si rivelasse a noi attraverso un prisma di cristallo. In questo sta la nostra estrema ricchezza e forse anche la nostra condanna, perchè chi ‘sente’ così tanto, inevitabilmente dovrà soffrire.

Per quanto mi riguarda cerco sempre di comportarmi come ‘una claudiaserpe per bene’ come avrebbe voluto Simone, cercando di non farmi sfuggire alcuna sfumatura. Quando la vita mi pone davanti ad alcuni bivi, io cerco sempre di pensare a cosa avrebbe fatto Simone.

Spero di essere riuscita a trasmettervi l’immensa emozione che provo quando leggo i suoi romanzi. Altrimenti chiedo venia, ma non lasciatevi sfuggire l’opportunità di leggerne almeno uno.

 

 

 

 

 

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10 Comments

  • Reply Lady V 20 Ottobre 2013 at 8:59

    Assolutamente ci sei riuscita… Ora ho voglia di leggerli uno per uno!

  • Reply shoppingandreviews 20 Ottobre 2013 at 11:46

    la conoscevo, ma non ho mai letto nulla… mi sa che è giunto il momento di recuperare, sei riuscita a trasmettere tutto il tuo amore per lei e il suo lavoro!

    • Reply claudia 20 Ottobre 2013 at 11:47

      Grazie Dani ma il merito e’ di Simone. Spero tu possa leggerla al più presto <3

  • Reply Chiara 20 Ottobre 2013 at 13:49

    Io sono arrivata a metà di Memorie e poi ho lasciato trovandolo noioso e molto lento.
    Una morte dolcissima l’ho letto tutto e non mi ha particolarmente coinvolto, alcune pagine sono state toccanti ma in generale non è una lettura che rifarei.

    • Reply claudia 20 Ottobre 2013 at 16:44

      Io la sento davvero vicina. Memorie e’ molto denso perché rispetto agli altri abbraccia un periodo di tempo più lungo. Però mi commuove perché mi riconosco in certe sue battaglie

  • Reply S. Drama&Makeup 20 Ottobre 2013 at 15:03

    Mi hai fatto venire voglia di leggere qualcosa di suo 🙂

    • Reply claudia 20 Ottobre 2013 at 16:45

      Era il mio intento!

  • Reply dina 20 Ottobre 2013 at 21:40

    Simone de Beauvoire : una bellezza intensa , senza tempo così come la sua meravigliosa personalità. Ho letto molto sulla sua vita e sulle sue idee così importanti per noi donne ma purtroppo non ho letto nessuno dei suoi libri. Comunque come diceva il maestro Manzi “non è mai troppo tardi”. Sono rimasta molto colpita( perché mi sento così anch’io ) dalla riflessione sulle donne, o alcune di esse,. che più ” sentono” e più sono destinate a soffrire. Purtroppo è proprio vero ma nonostante tutto io non vorrei essere diversa. <3

    • Reply claudia 20 Ottobre 2013 at 21:48

      Neanche io vorrei mai cambiare perché mi sembra così di poter vivere più intensamente.

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