Stoner

31 Luglio 2012

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John  Williams scrive questo romanzo nel 1965 ma è stata l’ultima riedizione ad avere eco nelle nostre librerie.

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William Stoner si iscrisse all’Università del Missouri nel 1910, all’età di diciannove anni. Otto anni dopo, al culmine della prima guerra mondiale, gli fu conferito il dottorato in Filosofia e ottenne un incarico presso la stessa università, dove restò a insegnare fino alla sua morte, nel 1956. Non superò mai il grado di ricercatore, e pochi studenti, dopo aver frequentato i suoi corsi, serbarono di lui un ricordo nitido

Fin dalla prima pagina, William Stoner si rivela un personaggio indimenticabile.

Un ragazzo di campagna che capita all’università per caso, e che all’improvviso viene rapito dal fascino della conoscenza.

Stoner per tutta la sua esistenza non riesce a far gesti eclatanti. Non riesce a ribellarsi ad un matrimonio infelice, non riesce a rendere felice sua figlia, non riesce a fuggire con il suo unico amore. Stoner riesce solo ad insegnare. Ed è per restare all’università che si ribella alla strada che altri avevano segnato per lui. Abbandona la casa paterna. Da quel momento in poi la letteratura sarà la sua unica consolazione. Stoner è un romanzo ricchissimo di personaggi intensi, prima fra tutti Edith, la moglie nemica. Non lo sapremo mai, ma Edith forse da piccola è stata molestata da suo padre. Come spiegare altrimenti l’odio viscerale che sparge come veleno su chi la circonda? Stoner è un’ode alla giovinezza. La leggerezza degli studenti su un prato, la sete di conoscenza, il sapore agrodolce di tutte le prime volte. Il profondo rammarico per l’atroce insensatezza della guerra, che uccide i più giovani e toglie speranza ai vecchi.

‘l’amore non è una fine, ma un processo attraverso il quale una persona cerca di conoscerne un’altra’.

A volte ho la sensazione che possiamo conoscere bene solo i protagonisti dei romanzi, perchè possiamo leggere loro nella mente. Ma stoner è così umano che muore portando con sè i suoi misteri, e lascia un vuoto che niente può colmare, perchè un essere umano è unico e insostituibile, pur essendo assolutamente mediocre. Stoner non è eccezionale. E’ un uomo come noi. Forse è per questo che a volte l’ho sentito vicino.. lo stupore umano di fronte all’amore, alle passioni, alla morte. In altre pagine l’ho sentito allontanarsi, avrei voluto gridargli di scuotersi un pò. Di lasciare la moglie, di picchiare il suo nemico storpio. E alla fine avrei voluto abbracciarlo, in quel suo ultimo istante in cui ci saluta, ‘con l’egoismo dei moribondi’. ava

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5 Comments

  • Reply Un libro al mese #classicidaleggere IL GIOVANE HOLDEN | Ava's World 17 Agosto 2013 at 18:15

    […] consigliare, così mi è tornata di nuovo la voglia di parlare di romanzi. Un solo precedente, Stoner, nel […]

  • Reply Martina Viola 25 Agosto 2013 at 15:00

    quella frase lì mi ha fatto tornare i brividi… uno dei romanzi più belli di sempre! <3

    • Reply claudiaserpe 25 Agosto 2013 at 15:04

      hai ragione. mi commuove sempre come se fosse la prima volta

  • Reply luna 3 Settembre 2013 at 11:53

    Mi piace!
    Luna

  • Reply ladynikita 13 Ottobre 2013 at 9:37

    Mai letto, prendo appunti…

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